Mùm @ Circolo degli Artisti (Roma)


mumE’ pericoloso. Estremamente pericoloso. Fortemente dolce, intimo, felice, confidenziale, amorevole, accogliente, divertente, vederli dal vivo. Per questo estremamente vincolante. Ripeto: pericoloso.
Vincolante verso certi ragionamenti e certi percorsi, quando ti sforzi di allontanare quella parte fragile di te, quella che sorriderebbe a chiunque, ecco che loro ti accompagnano a ri-prenderla. Come ottimi traghettatori, non ti fanno capire durante il percorso, ti ammaliano con discorsi dalle guance talmente bianche che i rossi sembran disegnati. Ti accorgi dove sei a viaggio concluso, a destinazione raggiunta. Ma quant’è bella quella meta ragiunta? Quanto è dolce abbandonarvisi? …posso guardarvi da lì, ed il rischio è quello di non tornare, il pericolo è quello di non riuscirci nè volerlo. Si sta bene lontano da sè stessi, con loro che cantano tutt’intorno. E cantano l’allegria ma è un velo coprente, lo sappiamo, forse non tutti. C’è l’oscurità dietro note simili, sofferenza e ossessioni macabre.

L’Islanda muore, per ora, lenatamente ma neanche tanto. I suoi “paladini” sembrano aver messo da parte le tristezze della questione (in minima parte) ed essersi rilassati più che preoccupati. Si sa, l’Islanda da qui è lontana. Lo sbattere di pentole a cui non siamo abituati “politicamente” e con il quale, lì, si fanno dimettere governi, ce lo possiamo solamente immaginare tra le note di un idealismo suonato calmo, che ci “presenta” gli abitanti di quei luoghi . Così mi piace pensarlo, così ci hanno abituati a pensare. Sono lontani i fari nei quali scrivevano e che mi hanno fatto immaginare una vita migliore, sognare qualcosa che forse è solo passeggero. Qualcosa che è stato una sola volta e per questo sembra non essere mai accaduto, forse è proprio così. Così per loro.

Un concerto incredibile, la gente sembrava lo sapesse già, Roma era tutta lì e al mio arrivo il sold-out era attivo da ore. Hanno suonato decine di strumenti, e il collettivo/band si è veramente evoluto dai precedenti lavori, qeusto è un album superiore, di spessore. Basta ascoltarlo per rendersene conto. E’ palese e quando è, significa. Ci sono arrivato anche io.

Canzoni una più bella e divertente dell’altra, suonate dal vivo in maniera magica. Suoni lontani, troppo. Ricordi altrettanto distanti, per questo così vicini, a te, da ascoltare tutto quello che intorno.
Ho scritto, e detto, che è il più bel concerto al quale sono stato quest’anno.. Lo confermo.

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  1. #1 di Claudiera il 2 dicembre 2009 - 00:07

    Lo sapevo che sarebbe stato bello. L’articolo o il concerto? chi lo sa. non mi allargo più con i complimenti!

  2. #2 di Riccardo V. il 2 dicembre 2009 - 00:26

    Sicuramente il concerto. Il resto è quello che è…per l’ennesima volta: ti sei persa un gran concerto! :P

  3. #3 di Claudiera il 2 dicembre 2009 - 00:36

    …insistiamo eh..
    complimenti all’orologio del tuo sito..precisissimo.
    non riesco a mettere l’immagine al posto dell’omino :(

  4. #4 di Riccardo V. il 2 dicembre 2009 - 00:41

    Jajajaj
    Non so come fare per sistemarlo, come vedi non sono poi così nerd. L’avatar?

  5. #5 di Claudiera il 2 dicembre 2009 - 00:48

    Yes!

  6. #6 di Riccardo V. il 2 dicembre 2009 - 00:51

    Io sono messo peggio di te. Se qualcuno sa, ci aiuti. Pliis.

(non verrà pubblicata)