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		<title>Mono @ Circolo degli Artisti, Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo V.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che bello. Dall&#8217;uscita di Hymn To The Immortal Wind non ho fatto altro che pensare a questo album, per una serie di motivi che. Ora che li ho visti il mio affetto è mutato come lo fa quello verso i familiari durante la crescita, in tenera età (perché dopo si sa, nulla è più lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-297" title="mono_wideweb__470x2870" src="http://www.liquidazote.com/wp-content/uploads/2010/03/mono_wideweb__470x2870-300x183.jpg" alt="mono_wideweb__470x2870" width="300" height="183" />Che bello. Dall&#8217;uscita di <em>Hymn To The Immortal Wind</em> non ho fatto altro che pensare a questo album, per una serie di motivi che. Ora che li ho visti il mio affetto è mutato come lo fa quello verso i familiari durante la crescita, in tenera età (perché dopo si sa, nulla è più lo stesso): è un po&#8217; più strutturato e coscenzioso, ma sempre saldo e incondizionato, emozionante e struggente.<br />
Qualcuno, ho letto, ha scritto che son musiche per tutta una vita, la colonna sonora di una vita intera, credo di averlo semi fatto anche io, molto tempo fa, <a href="http://www.musicaduepuntozero.com/2009/03/18/mono-hymn-to-the-immortal-wind/">qui</a>. In maniera diversa, troppo personale: ci rileggo dentro ancora troppo e troppe cose.<br />
Ecco, loro sono esattamente così: le tue troppe cose, come vorresti (o anche no) fossero spiattellate musicalmente; sono stati capaci di togliere voce e presenza ad ogni individuo in sala, con quella semplicità degli occhi a mandorla, perseveranza e tenero distacco, quasi fosse timido timore.<br />
Sono venuti fuori abnegandosi al suono e alla musica, lì su c&#8217;erano solo masse informi, di note e sensazioni. Poi ascolto, dato come possibilità all&#8217;individuo, come scelta arbitraria, sì, ma come scelta vincolata alla percezione della bellezza.<br />
A tratti avevo idea che quel piccolo luogo che è il Circolo non riuscisse a contenere quel &#8220;tanto&#8221; dato, che ci fosse bisogno di cielo sopra, senza delimitazioni o confini. Tanta era l&#8217;imponenza, anche se poi mi sarei trovato a maledire quegli spazi ampi che tolgono impatto fisico e vicinanza.</p>
<p>Un post-romantic-rock, da film, da colonna sonora. Il film in realtà te lo crei davanti al fumo e alla potenza delle loro chitarre, al suono melodico dei loro accordi. Sono la perfezione insieme, hanno un&#8217;armonia che credo pochi possano vantare. Il suono che ne fuoriesce è unico nel genere, qualcosa di personale. Troppo.</p>
<p>E&#8217; la potenza dell&#8217;espressione di un sentimento, di qualunque genere. Se avesse suono, sono sicuro, sarebbe questo.</p>
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		<title>Kasabian @ Estragon, Bologna</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 09:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo V.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sono da sempre chiesto se i cantanti studino il loro look in base al paese in cui suonano. Se sì, noi ci meritiamo la canotta di Tom. Ce la meritiamo tutta, insieme agli occhiali da sole stile VIII municipio, di notte.
Siamo a Bologna, però, dio caro!
Al solito delle band indie-rock inglesi, un po&#8217; oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-281" title="KASABIAN" src="http://www.liquidazote.com/wp-content/uploads/2010/02/KASABIAN-300x256.jpg" alt="KASABIAN" width="300" height="256" /><strong>Mi sono da sempre chiesto se i cantanti studino il loro look in base al paese in cui suonano.</strong> Se sì, noi ci meritiamo la canotta di Tom. Ce la meritiamo tutta, insieme agli occhiali da sole stile VIII municipio, di notte.<br />
Siamo a Bologna, però, dio caro!</p>
<p><strong>Al solito delle band indie-rock inglesi, un po&#8217; oltre l&#8217;indie: le orde di ragazzini erano pronte a darsi battaglia all&#8217;ultima goccia, di sudore</strong> ed io lì c&#8217;entro come il rosmarino sulla crema pasticcera, lo so.<br />
Per un attimo (una serata) mi sono lasciato andare a quei suoni &#8220;acchiapponi&#8221; che se lo fanno i Kasabian va bene -rimanendo comunque tali, non lo nego, sia chiaro; mi sono camuffato nella folla come meglio potevo: camicia a quadri e maglietta TROPPO indie, godendomi quegli attimi di delirio adolescenziale che snobbo, e ri-snobbo, violentemente.<br />
Risultato? sono stato ribaltato una ventina di volte senza consapevolezza alcuna, e ricevuto, con altrettanto stupore, il plettro di Sergio Pizzorno. Direttamente dalle sue mani, direttamente sulla mia faccia.</p>
<p>I Kasabian hanno un pregio: <strong>non vogliono fare altro che buona musica</strong>, che sia essa derivata o ispirata da altro in maniera eclatante; vogliono fare i cazzoni inglesi e permettersi trashate di inni nazionali suonati con le trombe; non vogliono far altro che rimanere sulla cresta dell&#8217;onda e sguazzarci finchè si può, senza andare lì a stuzzicare le forme e i concetti alla ricerca di un sè che li porterebbe alla distruzione, come quasi sempre.<br />
Poi, vabbè, hanno fatto muovere come un pazzo me. Non è poco.</p>
<p>Questo potrebbe anche essere, allo stesso tempo, il loro limite.<br />
Come dire di aver gridato nei gomitoli e scritto su un vetro appannato.</p>
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		<title>The Album Leaf: A Chorus Of Storytellers (SubPop/Audioglobe)</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 18:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo V.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho aperto la cartella, selezionato tutte le tracce e dato via alla riproduzione su iTunes; poi ho riaperto quel capitolo che da molto attendeva: ho scritto qualcosa, pensato tuttaltro.
Cosa ho scritto non c&#8217;entra assolutamente con questo, o meglio c&#8217;entra ma per altri versi, altri intrecci che esulano dall&#8217;asse orecchio-cervello.
Ho tanta di quella polvere alzata nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-275" title="The Album Leaf" src="http://www.liquidazote.com/wp-content/uploads/2010/02/The-Album-Leaf-300x300.jpg" alt="The Album Leaf" width="300" height="300" />Ho aperto la cartella, selezionato tutte le tracce e dato via alla riproduzione su iTunes; poi ho riaperto quel capitolo che da molto attendeva: ho scritto qualcosa, pensato tuttaltro.<br />
Cosa ho scritto non c&#8217;entra assolutamente con questo, o meglio c&#8217;entra ma per altri versi, altri intrecci che esulano dall&#8217;asse orecchio-cervello.<br />
Ho tanta di quella polvere alzata nella testa&#8230;</p>
<p>Tutto ciò che avrei potuto concepire è in <a href="http://www.vitaminic.it/2010/02/the-album-leaf-a-chorus-of-storytellers-subpop-audioglobe/">questa recensione</a>, con un pizzico di stupore in meno.</p>
<p><strong>Di difficile impresa è trovare un disco nel quale sei a tuo agio dall&#8217;inizio alla fine. </strong></p>
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		<title>Arctic Monkeys @ Palasharp, Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 14:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo V.</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-258" title="turner @ palasharp" src="http://www.liquidazote.com/wp-content/uploads/2010/01/turner-@-palasharp-225x300.jpg" alt="turner @ palasharp" width="225" height="300" />Un sold-out degli <em>Arctic Monkeys</em> non fa notizia. Al di là della Manica non fa notizia perché sono ben conosciuti e si sa che sono avvezzi al tutto esaurito, in Italia non fa notizia perché li conoscono in pochi e alla critica ufficiale certe cose non interessano. Ma mentre viaggio verso una freddissima Milano l’idea di far parte di una sotterranea tribù di appassionati mi fa vedere il tutto in maniera ancor più romantica.</p>
<p>Nell’ultimo anno i quattro di Sheffield hanno diviso sia i fan che la critica con il loro terzo album, <em>Humbug</em>, che <strong>manifesta un carattere riflessivo del tutto eterogeneo rispetto ai trascinanti esordi</strong>. Loro non sembrano turbati dalle critiche: “Non ci interessa cosa dice la gente” hanno rivelato su Nme, mettendo fine alle polemiche.<br />
Che gli Arctic siano cambiati ci vuole poco a capirlo. Entrano sul palco praticamente in silenzio sullo sfondo di una scarna scenografia e iniziano a suonare senza troppi convenevoli. Turner compare da mesi vestito sempre uguale, jeans stretti e maglioncino attillato, quasi fosse un monaco del rock intenzionato a demolire i soliti cliché sulle rockstar eccentriche. Incarna perfettamente lo spirito del gruppo: <strong>nessun gesto clamoroso, niente autoesaltazione, pura sostanza senza concessioni alla forma</strong>. Il nuovo look con i cappelli lunghi contrasta fortemente con le decine di caschetti sfoggiati dai giovani emuli che riempiono il Palasharp.</p>
<p>La scaletta alterna pezzi nuovi e vecchi, la folla applaude, si dimena e accompagna con la voce. Mi sorprendo a vedere che i fan, anche i più giovani, non si esaltano solo per il repertorio classico, ma cantano a memoria <em>My Propeller</em>, mettono in azione gli accendini sulle note di <em>Cornerstone</em>, cadono ipnotizzati da <em>Crying Lightning</em>. Dopo la prima manciata di canzoni, Turner rassicura il pubblico “Ne abbiamo ancora per molto”. Dimostra grande onestà quando invita ad applaudire i <em>Mystery Jets</em>, che hanno aperto il concerto, ingiustamente snobbati da qualche teenager venuto solo per sballarsi.<br />
A lui basta poco per incantare il pubblico, si supera quando, dopo l’attacco di <em>When the sun goes down</em>, quando la canzone si ferma per un attimo e tutti attendiamo il seguito, prolunga il silenzio e alza la testa, lui ci guarda, noi lo guardiamo, nessuna parola, le parole sono solo fonte di malintesi. Piano piano si alza un grido collettivo ed entusiasta e quando la canzone riprende nessuno riesce a stare fermo. Io, da sempre infastidito dal pogo selvaggio, guardo il mio amico che accanto a me che stringe tra le mani la sua reflex. “Poga!” gli dico, “Ma la reflex!”, “Poga e basta!”.<br />
Il livello tecnico del gruppo è ineccepibile, Helders alla batteria è davvero unico e dimostra di continuare a divertirsi un mondo e che Humbug non lo relega affatto a un secondo piano.<br />
Turner e le sue scimmie appaiono ormai maturi, pronti a divenire le icone di una generazione, quella indie, presumibilmente refrattaria ai miti e alle grandi personalità. Se è vero, come si dice in giro, che il rock è morto, quello che ho visto a Milano era il suo fantasma.</p>
<p>Giorgio Mattiocco</p>
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		<title>Odio profondo. Mtv (perchè ai ciofani piaGGiono le sigle) e tutto l&#8217;ambaradan.</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 09:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo V.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che poi è fastido, in realtà, che poi diventa cronico. che poi lo odi.
Che tutto l&#8217;universo discografico gira intorno a stereotipi culturali e sociali sub-americani, lo si sa. Vederlo al di fuori delle dinamiche compulsive di Mtv (che VENDE musica a suon di culi), là dove non si era visto, eh, no! così e meglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che poi è fastido, in realtà, che poi diventa cronico. che poi lo odi.<br />
Che tutto l&#8217;universo discografico gira intorno a stereotipi culturali e sociali sub-americani, lo si sa. Vederlo al di fuori delle dinamiche compulsive di Mtv (che VENDE musica a suon di culi), là dove non si era visto, eh, no! così e meglio andare a scuola di nodi per cappio!<br />
Sugli scaffali di note &#8220;catene di distribuzione&#8221; (se mai abbiate avuto lo strazio e il fastidio di trovarvici dinanzi, lo sapete) non dico di volerci trovare, chessò, i <em>Confuse The Cat, </em>o il gruppetto punk-rock che ascoltavi al liceo, ma al meno santiddio non riempitele di stronzate= tette e culi. Non riempite gli occhi di locandine con &#8220;cantanti sexy&#8221; (non si cerca neanche più di camuffarli da bravi cantanti, no, si va dritto al succo senza ipocrisia  alcuna, dritti: &#8220;compra il cd, so&#8217; belli!&#8221;)<em>. </em>Nel momento in cui la finalità ultima non è più quell&#8217;arrivare che noi tanto, in quel momento capisci di doverti girare e andartene, ma tanto arriva prima il fastidio. L&#8217;espressione e la comunicazione sostituite, al primo posto, dal soldo, dalle vendite; subito ti ritrovi tra i facili slogan contro la guerra o contro il surriscaldamento del pianeta, con vallette nude sul palco e conduttori finti nerd.</p>
<p>Da un lato, che cazzomenefrega: contribuisce ad arricchire, sfoltendola, quell&#8217;oligarchia culturale che altrimenti non esisterebbe, che altrimenti non si sbrodolerebbe addosso idee, frasi e ragionamenti che solo lei sa.</p>
<p>Dall&#8217;altro, che cazzo: tutto e proprio tutto deve seguire certe logiche, qualsiasi &#8220;indipendente&#8221; che duri rischia di caderci?</p>
<p>Chè allora non ci saresti andato nel negozio, a saperlo evitavi, a saperlo evitavi di ficcarti forbici negli occhi, di accendere la tivvù. evitavi insomma, di evitare. Come sapere che LA band islandese -che non cito mai, per gelosia/altro- prima se ne esce con il cantante affaccendato in progetti con altri semi-geni della musica,  non contento incide un disco da solista in inglese ed uno col ragazzo; poi succede che scarta il lavoro al quale stava lavorando col gruppo, interamente, cioè una roba tipo: &#8220;dobbiamo metterci a scrivere tutto da capo&#8221;. Io da grupie quindicenne coll&#8217;ormone impazzito ci sono rimasto/a come uno/a che scivola verso il buio. Lo aspettavo da un po&#8217; quel disco, il primo senza certe atmosfere intorno, senza pezzi. ma questa è un&#8217;altra storia.<br />
La cosa che mi duole di più è quell&#8217;inglese usato, -ecco l&#8217;ho detto!- per la prima volta e testato sull&#8217;ultimo disco in una singola canzone (pure bruttina). sappiamo tutti che l&#8217;importante è il messaggio, il proggetto e l&#8217;idea che hai e non con quale idioma li cominichi. Lo so, lo sappiamo. vaffanculo, abbiamo capito.</p>
<p>Mi chiedo, però, in nome di quale motivo un front-man così radicato nelle atmosfere, nei luoghi, nei modi di quella terra che veramente, possa cambiare lingua. La risposta in quello che, più o meno, 230 parole fa. Posso, forse, anche, essere semplicemente io quello ancora legato a un modo, e tutto ciò che c&#8217;è in mezzo è solo progresso che non voglio. Io, ad avere timori sparsi.</p>
<p>Vabbè ma l&#8217;importante è il progetto, l&#8217;idea e la voglia e non quale idioma usi. Tutto qui? Tutto qui.</p>
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		<title>The Knife (New Song)</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 14:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo V.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuova canzone per The Knife: composta in collaborazione con Mt. Sims e Planningtorock per l&#8217;opera &#8220;Tomorrow, In A Year&#8221;  e basata su un libro di Charles Darwin.
Track presente nell&#8217;album chiamato: Colouring of Pigeons. Per altre informazioni, dirigetevi qui, per ascoltarla in streaming, invece, potete cliccare sul seguente link: Colouring of pigeons.
See You!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="size-medium wp-image-225 aligncenter" title="tomorrowinayear_press2_NEW1" src="http://www.liquidazote.com/wp-content/uploads/2010/01/tomorrowinayear_press2_NEW1-300x300.jpg" alt="tomorrowinayear_press2_NEW1" width="300" height="300" />Nuova canzone per <a href="http://theknife.net">The Knife</a>: composta in collaborazione con <a href="http://www.myspace.com/mtsims">Mt. Sims</a> e <a href="http://www.myspace.com/planningtorock">Planningtorock</a> per l&#8217;opera &#8220;Tomorrow, In A Year&#8221;  e basata su un libro di Charles Darwin.</p>
<p>Track presente nell&#8217;album chiamato: <em><strong>Colouring of Pigeons</strong></em>. Per altre informazioni, dirigetevi <a href="http://theknife.net/tommorow-in-a-year-information.html">qui</a>, per ascoltarla in streaming, invece, potete cliccare sul seguente link:<a href="http://gvsbchris.com/Colouring%20of%20Pigeons.mp3"> Colouring of pigeons</a>.</p>
<p>See You!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mùm @ Circolo degli Artisti (Roma)</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 20:08:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo V.</dc:creator>
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		<category><![CDATA[FatCat Records]]></category>
		<category><![CDATA[Finally we are no one]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; pericoloso. Estremamente pericoloso. Fortemente dolce, intimo, felice, confidenziale, amorevole, accogliente, divertente, vederli dal vivo. Per questo estremamente vincolante. Ripeto: pericoloso.
Vincolante verso certi ragionamenti e certi percorsi, quando ti sforzi di allontanare quella parte fragile di te, quella che sorriderebbe a chiunque, ecco che loro ti accompagnano a ri-prenderla. Come ottimi traghettatori, non ti fanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-202" title="mum" src="http://www.liquidazote.com/wp-content/uploads/2009/12/mum-300x198.jpg" alt="mum" width="300" height="198" />E&#8217; pericoloso. Estremamente pericoloso. Fortemente dolce, intimo, felice, confidenziale, amorevole, accogliente, divertente, vederli dal vivo. Per questo estremamente vincolante. Ripeto: pericoloso.<br />
Vincolante verso certi ragionamenti e certi percorsi,<strong> quando ti sforzi di allontanare quella parte fragile di te, quella che sorriderebbe a chiunque, ecco che loro ti accompagnano a ri-prenderla.</strong> Come ottimi traghettatori, non ti fanno capire durante il percorso, ti ammaliano con discorsi dalle guance talmente bianche che i rossi sembran disegnati. Ti accorgi dove sei a viaggio concluso, a destinazione raggiunta. Ma quant&#8217;è bella quella meta ragiunta? Quanto è dolce abbandonarvisi? &#8230;posso guardarvi da lì, ed il rischio è quello di non tornare, il pericolo è quello di non riuscirci nè volerlo. Si sta bene lontano da sè stessi, con loro che cantano tutt&#8217;intorno. E cantano l&#8217;allegria ma è un velo coprente, lo sappiamo, forse non tutti. C&#8217;è l&#8217;oscurità dietro <a href="http://www.youtube.com/watch?v=f_PiZzMdMOE">note simili</a>, sofferenza e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=VhS-csU0k1U">ossessioni macabre</a>.</p>
<p>L&#8217;Islanda muore, per ora, lenatamente ma neanche tanto. I suoi &#8220;paladini&#8221; <strong>sembrano aver messo da parte le tristezze della questione (in minima parte) ed essersi rilassati più che preoccupati</strong>. Si sa, l&#8217;Islanda da qui è lontana. Lo sbattere di pentole a cui non siamo abituati &#8220;politicamente&#8221; e con il quale, lì, si fanno dimettere governi, ce lo possiamo solamente immaginare tra le note di un idealismo suonato calmo, che ci &#8220;presenta&#8221; gli abitanti di quei luoghi . Così mi piace pensarlo, così ci hanno abituati a pensare. Sono lontani <a href="http://www.youtube.com/watch?v=oHTFmJk7fH0">i fari</a> nei quali scrivevano e che mi hanno fatto immaginare una vita migliore, sognare qualcosa che forse è solo passeggero. Qualcosa che è stato una sola volta e per questo sembra non essere mai accaduto, forse è proprio così. Così per loro.</p>
<p><strong>Un concerto incredibile, la gente sembrava lo sapesse già, Roma era tutta lì e al mio arrivo il sold-out era attivo da ore</strong>. Hanno suonato decine di strumenti, e il collettivo/band si è veramente evoluto dai precedenti lavori, qeusto è un album superiore, di spessore. Basta ascoltarlo per rendersene conto. E&#8217; palese e quando è, significa. Ci sono arrivato anche io.</p>
<p>Canzoni una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OsY7UEOb2hM">più bella</a> e divertente dell&#8217;altra, suonate dal vivo in maniera magica. Suoni lontani, troppo. Ricordi altrettanto distanti, per questo così vicini, a te, da ascoltare tutto quello che intorno.<br />
Ho scritto, e detto, che è il più bel concerto al quale sono stato quest&#8217;anno.. Lo confermo.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/f_PiZzMdMOE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/f_PiZzMdMOE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Tortoise @ Circolo Degli Artisti (Roma)</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 19:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo V.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti Live]]></category>
		<category><![CDATA[Circolo degli artisti]]></category>
		<category><![CDATA[math-rock]]></category>
		<category><![CDATA[Mùm]]></category>
		<category><![CDATA[Post-rock]]></category>
		<category><![CDATA[progressive-rock]]></category>
		<category><![CDATA[tortoise]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto è partito un giorno, di qualche anno fa. Davanti alla domanda: &#8220;Come vuoi chiamare il tuo Blog?&#8221;. La risposta mi venne dal random di iTunes del mio Mac. Girava infatti I Set My Face To The Hillside. Così l&#8217;ho preso &#8211; il titolo- l&#8217;ho rivisitato in chiave bloggesca. Li ho fatti miei. con i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-186 alignright" title="tortoise" src="http://www.liquidazote.com/wp-content/uploads/2009/11/tortoise-295x300.jpg" alt="tortoise" width="295" height="300" />Tutto è partito un giorno, di qualche anno fa. Davanti alla domanda: &#8220;Come vuoi chiamare il tuo Blog?&#8221;. La risposta mi venne dal <em>random</em> di iTunes del mio Mac. Girava infatti <span style="text-decoration: underline;"><em>I Set My Face To The Hillside</em></span><strong>. </strong>Così l&#8217;ho preso &#8211; il titolo- l&#8217;ho rivisitato in chiave bloggesca. Li ho fatti miei. con i fatti miei.</p>
<p>Ieri si sono presentati a Roma per mostrarci il loro <span style="text-decoration: underline;"><em>Beacon of Ancestorship</em></span>, <strong>psichedelico disco pieno di roba, di sudore sugli strumenti</strong>. Pieno di voglia di suonare, che poi il resto &#8217;sti cazzi. Ugualmente suddiviso è stato il concerto, i signori del math-rock-progressive si sono superati e divertiti nel farlo. Divertirsi nel superarsi, una roba da far(si) venire i brividi.</p>
<p><strong>Il concetto è sempre lo stesso</strong>: l&#8217;ossessione di questo mondo è palpabile come le tette nei palazzi politici. Quindi, perchè non farci l&#8217;abitudine anche nelle geometrie distorte di un album che è la fusione di math-post-progressive-rock?! Perchè non apprezzarlo?! Essù!</p>
<p>Noi abbiamo apprezzato, ma noi due di ossessioni siamo i primi della classe. Quelli con l&#8217;eterna mano alzata a rompere i coglioni e ad attirare sguardi malevoli. Dove c&#8217;è ossessione, ipnosi, batteria (due nel loro caso, una roba veramente da intenditori), voglia e capacità di suonare, siam lì con le birre in alto. Poi quello che fa o pensa la gente, non ci interessa, la gente non saNNO quello che dicono e pensano.</p>
<p><strong>Uno dei concerti post-rock dell&#8217;anno</strong> <strong>musicale romano. senza ombra.</strong></p>
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		<title>HyperSounds @ Museo Reina Sofia, Madrid</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 19:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo V.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
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		<category><![CDATA[museo reina sofia]]></category>
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Il 13 e 14 novembre a Madrid, presso il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia in collaborazione con Advanced Music, si terrà HyperSounds, una serie di concerti dal vivo, djset, documentari, installazioni e performance audiovisive di artisti impegnati nell’esplorazione del suono.
Tra i live più attesi, che vedranno alternarsi il surround 5.1 di Umfeld, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-160" title="lasersoundperformance_beauty" src="http://www.liquidazote.com/wp-content/uploads/2009/11/lasersoundperformance_beauty-300x202.jpg" alt="lasersoundperformance_beauty" width="537" height="221" /></p>
<p>Il 13 e 14 novembre a Madrid, presso il <a href="http://www.museoreinasofia.es/">Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia</a> in collaborazione con Advanced Music, si terrà <a href="http://www.hypersounds.es/">HyperSounds</a>, una serie di concerti dal vivo, djset, documentari, installazioni e performance audiovisive di artisti impegnati nell’esplorazione del suono.</p>
<p>Tra i live più attesi, che vedranno alternarsi il surround 5.1 di <a href="http://www.umfeld.tv/">Umfeld</a>, il muro noise di <a href="http://www.myspace.com/shitandshine">Shit &amp; Shine</a> (Riot Season) e le confessioni pop di <a href="http://www.myspace.com/tenderforever">Tender Forever</a> (K Records), ci sarà quello di <a href="http://www.various.co.uk/">Various Production</a> (XL), esplosi nel 2006 con <em>The World Is Gone</em> e con una serie di remix dubstep-folk di Thom Yorke e Cat Power.</p>
<p>I djset spazieranno dai nuovi suoni urbani UK di <a href="http://www.myspace.com/rustiebeetz">Rustie</a> e <a href="http://www.bbc.co.uk/radio1/maryannehobbs/">Mary Anne Hobbs</a> agli esponenti di spicco della scena madrilena, come <a href="http://recoverflow.com/">Rec_Overflow</a>, <a href="http://www.myspace.com/analogica">Annie Hall</a>, <a href="http://www.hdsubstance.com/">HD Substance</a> e <a href="http://www.myspace.com/svreca">Svreca</a>.</p>
<p>Imperdibili, infine, le due installazioni dell’olandese <a href="http://www.evdh.net/">Edwin van der Heide</a> (<em>Laser Sound Performance</em> e <em>Spatial Sound</em>), la proiezione del documentario sull’improvvisazione musicale <em><a href="http://www.manafon.com/amplified_gesture">Amplified Gesture</a></em> di Phil Hopkins prodotto da David Sylvian, e i seminari del <a href="http://medialab-prado.es/">Medialab Prado</a> di Madrid e del <a href="http://mtg.upf.es/">Pompeau Fabra University Musical Technology Group</a> di Barcellona.</p>
<p>Tutti gli eventi sono ad ingresso libero, fino al raggiungimento della massima capacità. Per i seminari non serve registrarsi, mentre per assistere ai concerti live all’Auditorio 400 (Umfeld, Shit &amp; Shine, Tender Forever e Various Production) bisogna prenotarsi su <a href="http://www.museoreinasofia.es/">www.museoreinasofia.es</a>.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: <a href="http://pigmag.com/it/">Pig Mag</a></p>
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		<title>Fun Fun Fest &#8211; Waterlooo Park, Austin (TX)</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 19:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo V.</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Festival]]></category>
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		<category><![CDATA[Waterloo]]></category>

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Un evento memorabile, vista la portata ed il calibro degli artisti che vi partecipano. Nella battaglia di Waterloo si esibiranno i Ratatat, Jesus Lizard, The Cool Kids, Crystal Castles, Of Montreal, Fuck Buttons e una miriade di altre band.
Il 7 e 8 Dicembre in Texas si aprirà il quarto anno del Fun Fun Fun [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-137 alignright" title="Fun Fun Fun Fest" src="http://www.liquidazote.com/wp-content/uploads/2009/10/Fun-Fun-Fun-Fest-285x300.jpg" alt="Fun Fun Fun Fest" width="285" height="300" /><strong> </strong></p>
<p><strong>Un evento memorabile</strong>, vista la portata ed il calibro degli artisti che vi partecipano. Nella battaglia di Waterloo si esibiranno i <a href="http://www.ratatatmusic.com/">Ratatat</a>, <a href="http://http://www.myspace.com/thejesuslizardpage">Jesus Lizard</a>, <a href="http://http://www.myspace.com/thecoolkids">The Cool Kids</a>, <a href="http://www.myspace.com/crystalcastles">Crystal Castles</a>, <a href="http://www.myspace.com/ofmontreal">Of Montreal</a>, <a href="http://www.myspace.com/fuckbuttons">Fuck Buttons</a> e una miriade di altre band.</p>
<p><strong>Il 7 e 8 Dicembre in Texas</strong> si aprirà il quarto anno del Fun Fun Fun Fest. Noi, vista la distanza, non ci saremo. Se qualcuno di voi si troverà da quelle parti, ci faccia sapere com&#8217;è stato o qualsiasi altra cosa. Ne saremo felici.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">See you!</span></p>
<p><em><strong>Altre Risorse</strong></em></p>
<ul>
<li><a href="http://www.funfunfunfest.com/">Sito del Festival</a></li>
<li><a href="http://http://www.funfunfunfest.com/artists">Complete Line-Up</a></li>
</ul>
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