Articoli con tag Post-rock
Tortoise @ Circolo Degli Artisti (Roma)
Scritto da Riccardo V. in Concerti Live il 26 novembre 2009
Tutto è partito un giorno, di qualche anno fa. Davanti alla domanda: “Come vuoi chiamare il tuo Blog?”. La risposta mi venne dal random di iTunes del mio Mac. Girava infatti I Set My Face To The Hillside. Così l’ho preso – il titolo- l’ho rivisitato in chiave bloggesca. Li ho fatti miei. con i fatti miei.
Ieri si sono presentati a Roma per mostrarci il loro Beacon of Ancestorship, psichedelico disco pieno di roba, di sudore sugli strumenti. Pieno di voglia di suonare, che poi il resto ’sti cazzi. Ugualmente suddiviso è stato il concerto, i signori del math-rock-progressive si sono superati e divertiti nel farlo. Divertirsi nel superarsi, una roba da far(si) venire i brividi.
Il concetto è sempre lo stesso: l’ossessione di questo mondo è palpabile come le tette nei palazzi politici. Quindi, perchè non farci l’abitudine anche nelle geometrie distorte di un album che è la fusione di math-post-progressive-rock?! Perchè non apprezzarlo?! Essù!
Noi abbiamo apprezzato, ma noi due di ossessioni siamo i primi della classe. Quelli con l’eterna mano alzata a rompere i coglioni e ad attirare sguardi malevoli. Dove c’è ossessione, ipnosi, batteria (due nel loro caso, una roba veramente da intenditori), voglia e capacità di suonare, siam lì con le birre in alto. Poi quello che fa o pensa la gente, non ci interessa, la gente non saNNO quello che dicono e pensano.
Uno dei concerti post-rock dell’anno musicale romano. senza ombra.
Explosions In The Sky @ OLT (Openluchttheater Rivierenhof, Deurne-Antwerp)
Scritto da Riccardo V. in Concerti Live il 18 settembre 2009
Eccoci qui, di ritorno. Il Belgio è un grazioso paese, pittoresco alle volte, alla mano e familiare, un posto dove vivere, mangiare, BERE.
Quello che ci interessa però non è questo, non è stato questo, bensì il concerto che il sudetto paese ospitava: gli Explosions in the sky. Arrivati stanchi e infr
eddoliti, dalla temperatura scesa vertiginosamente rispetto agli altri giorni, ci siamo ritrovati dinanzi ad un parco poco fuori la città di Antwerpen. Un parco meravigliosamente verde e silenzioso, nel cui mezzo si estendeva un lago (e ci si estede ancora). La sensazione di una lunga camminata verso un concerto è fantastica, un po’ come lo è la marcia dei tifosi inglesi verso lo stadio il giorno delle partite. Ti crea un qualcosa di inspiegabilmente chiarificante, o quanto meno mette pace.
Arrivati all’entrata sembrava di essere a Babilonia, ogni tipo di lingua veniva parlata…poco importa. Preso il mio poggia-chiappe-anti-pioggia mi sono fiondato verso la struttura e le scalinate per prendere posto. Il gruppo spalla erano i Krakow, band belga dalle sonorità interessanti, lo-fi. Hanno riscaldato il posto che cominciava a muovere le foglie tutt’ intorno.
Finito di ascoltarli, sono saliti sul palco gli Explosions con “first breath after coma“ e lì, tranne qualche foto fatta in alcuni momenti, mi sono chiuso completamente. Lo aspettavo quel battito dopo il coma, lo aspettavo da tutto un periodo che è tedioso e inadatto descrivere qui, ed invece non c’è stato. Forse non serviva, non ce n’era bisogno, o forse perchè “the search continues” tanto per citare qualcuno (Bloc Party, ndr), non lo so.
Sicuramente c’è qualcos’altro, fatto sta che hanno suonato non molto, sembrando a loro agio nei momenti di rock puro e duro, svogliati e poco convinti, invece, in quegl’arpeggi melodici che, forse, li hanno accompagnati troppo spesso. Sul finale, senza uno straccio di bis, si è alzato un vento e, a buio inoltrato, lungo tutto il viale dell’uscita, erano state fissate delle luci soffuse, effetto lanterna. Un’atmosfera surreale data anche dal luogo mai visto prima e molto particolare. Ho avuto una notte di sonno in macchina all’aeroporto per pensarci prima di ripartire. Al risveglio, l’alba stava lì lenta in attesa. In quel momento ho capito cos’era quel “qualcos’altro”…
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