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Tortoise @ Circolo Degli Artisti (Roma)
Scritto da Riccardo V. in Concerti Live il 26 novembre 2009
Tutto è partito un giorno, di qualche anno fa. Davanti alla domanda: “Come vuoi chiamare il tuo Blog?”. La risposta mi venne dal random di iTunes del mio Mac. Girava infatti I Set My Face To The Hillside. Così l’ho preso – il titolo- l’ho rivisitato in chiave bloggesca. Li ho fatti miei. con i fatti miei.
Ieri si sono presentati a Roma per mostrarci il loro Beacon of Ancestorship, psichedelico disco pieno di roba, di sudore sugli strumenti. Pieno di voglia di suonare, che poi il resto ’sti cazzi. Ugualmente suddiviso è stato il concerto, i signori del math-rock-progressive si sono superati e divertiti nel farlo. Divertirsi nel superarsi, una roba da far(si) venire i brividi.
Il concetto è sempre lo stesso: l’ossessione di questo mondo è palpabile come le tette nei palazzi politici. Quindi, perchè non farci l’abitudine anche nelle geometrie distorte di un album che è la fusione di math-post-progressive-rock?! Perchè non apprezzarlo?! Essù!
Noi abbiamo apprezzato, ma noi due di ossessioni siamo i primi della classe. Quelli con l’eterna mano alzata a rompere i coglioni e ad attirare sguardi malevoli. Dove c’è ossessione, ipnosi, batteria (due nel loro caso, una roba veramente da intenditori), voglia e capacità di suonare, siam lì con le birre in alto. Poi quello che fa o pensa la gente, non ci interessa, la gente non saNNO quello che dicono e pensano.
Uno dei concerti post-rock dell’anno musicale romano. senza ombra.
Mogwai @Luglio Suona Bene 2009 (Auditorium, Roma)
Scritto da Riccardo V. in Concerti Live, Festival il 20 luglio 2009
Quest’anno l’appuntamento all’L'Auditorium di Roma è stato, come sempre, imperdibile con la Settima edizione di “Luglio Suona Bene 2009” . L’effetto di Roma, al suono di manifestazioni e concerti, ha sempre qualcosa di unico. C’è da ammetterlo, nonostante tutto.
Reduci da un’edizione 2008, veramente ineguagliabile, anche quest’anno si sono esibiti, o si esibiranno, nomi importanti: De Gregori, Fiorella Mannoia, Burt Bacharach, Antony and the Johnsons, Tracy Chapman, John Fogerty e, come nel caso della passata serata, i Mogwai.
La cavea, non piena completamente, si era caricata del silenzio tipico suscitato da certi “gruppi”. Il cielo non ancora scuro, salutava il passaggio di alcuni gabbiani venuti, anche loro, a presenziare l’evento (uno dei migliori di questa stagione).
Poi sono saliti loro, un gruppi di cinque ragazzotti scozzesi, dall’aria semplice e dimessa: i Mogwai. Cinque ragazzi che non sembravano aver coscienza dell’apporto dato alla corrente post-rock. Quella corrente che ha fatto esplodere dei mostri sacri, o presunti tali, quali Explosios In The Sky e altri come i Giardini di Mirò. Per non parlare del periodo di uscita concomitante con i Tortoise, cosa che li mette in primissimo piano nella scena rock.
Il loro è un percorso particolare, di sperimentazione pura nelle sonorità rock. L’emblema perfetto dello sperimental. La malinconia che ne esce è particolarmente toccante. Batteria e chitarra fantasticamente fuse insieme con suoni distorti, come distorta poi è la percezione della realtà. E’ così. Unico.
L’umiltà di fare musica per se stessi che è l’appendice di quelli che ieri avevano occhi chiusi e lucidi. L’umiltà di non voler essere dei divi loro stessi ma dare spazio alle note, alle abilità personali e di gruppo. Un altro momento magico all’ombra dell’auditorium.
Guarda il video di “Mogwai Fear Satan” ovviamente della Blogotheque, qui sotto.
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